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Avviso: Non prendete quella che vi apprestate a leggere come una di quelle recensioni da venditore di certi negozianti, o da esaltato di certi eccessivamente entusiasti elfetti... quella che segue è in realtà una PUBBLICITA' PROGRESSO.
Le mie parole potranno apparire appannate dalle 16 ore di Dominion consecutive, ma cercate di carpirne il succo: Dominion è il male. Il genio ha investito Donald Vaccarino come un camionista ubriaco investirebbe un pinguino sordo: senza ritegno. L'idea è di una semplicità tale da far sembrare la ruota parte di un programma interstellare: comporre un mazzo di carte. Soprattutto per chi ha giocato a Magic, o a qualsiasi altro cardgame collezionabile, questa sembrerà un'attività banale e fine a se stessa, ed in effetti così è: le carte sono in tavola, 10 pile composte da 10 tipi di carte diverse (il set), più tre tagli di carte moneta e quattro taglie di carte punto. Dal proprio mazzo di carte iniziali (7 monete da 1 e tre punti da 1) si giocano 5 carte alla volta, acquistando quelle in tavola secondo i costi indicati (compresi altre monete e punti). Le carte comprate finiscono nei propri scarti che vengono rimescolati una volta giocato tutto il mazzo. Il gioco procede a turni fintanto che non finiscano tre pile di quelle in tavola, o almeno la pila di punti di taglio maggiore (generalmente 15-20 minuti), in quel momento il giocatore con più punti nel proprio mazzo (prendetela così) è il vincitore. Ragazzi , se me l'avessero spiegato così forse non l'avrei nemmeno provato.
Invece se questa sera la mia ragazza non mi avesse portato a casa per un orecchio come una moglie recupererebbe il marito dalla sala corse con un mattarello, ora sarei stato ancora lì a cercare di capire quale strategia avrebbe potuto arginare il rush nel set Village, o se impostando un set interattivo senza fossati l'utilizzo del ladro fosse determinante in una strategia a medio termine...
Questo credo sia il segreto, che per una volta lo spacciatore è il primo consumatore, Vaccarino come l'uomo del monte: lo immagino che stia ancora lì a gustarsi questo succoso ananasso... Si vede, si sente, ad ogni combinazione di carte giocate si può quasi toccare il gusto, la perversione, di chi le ha pensate. Le speculazioni sulle strategie, sulla scelta di ogni singola carta acquistata, divengono tema di discussione in piena partita, e il tempo scorre come per i vecchi seduti al bar del paese, quelli che si parlano della briscola in maniera tale che noi sembriamo non poter nemmeno vagamente intendere. E come se non bastasse questo nella scatola ci sono 25 tipi di carte diverse oltre alle monete ed ai punti, il che consente di formare una quantità di diversi set da 10 tale da fare invidia alle combinazioni scarpe-cappellino-borsetta della vostra ragazza (concedendovi al contempo moooolto più sollazzo). Dopo le prime partite giocate con il set first game ho temuto che l'incontrastabilità di una determinata strategia (che chiameremo rush, corsa all'oro) fosse la morte del gioco, come se nessun power player-combo seeker l'avesse mai provato... ma Vaccarino mi ha rinfilato in gola questa frase strozzata come un'ananas appena colto: è bastato cambiare set ed il rush veniva divorato dalle circostanze. Dalle circostanze sì, perché Dominion è un gioco psicologico ancor prima che matematico. Le strategie adottate dai giocatori dipendono dalle carte che si vedono essere pescate per prime, dal lasciarsi condizionare da carte apparentemente buone ma inutili per l'obbiettivo prefissatosi, o semplicemente dal tiramento del momento. Così accade che tutti ci si butti su di una carta per paura che termini prima che si possa averne abbastanza, e con quelle carte in circolazione certe altre divengono inutili, nonostante fossero migliori. O viceversa alcune carte inutili acquisiscono un certo valore strategico a causa del trend per altre carte... E poi che fai, "un mercato con 5 non lo prendi?" e "che sprechi 2 monete?" e "che prendi 3 punti così t'impalli la mano e non combizzi più?"... DEVASTANTE.
Se gli Acchittocca* si fossero formati nell'era AD (Anno Dominion)si sarebbero chiamati Facciamoneun'altra. Questa è una delle rarissime volte, forse unica, in cui non vedo l'ora che esca un'espansione. Il vizio mentale che divora il giocatore interviene anche e più nel momento in cui piuttosto che seguire i set consigliati, questi decide di formarne di propri, secondo le personali esperienze riportate con le varie carte... e a questo punto o avete una famiglia che tiene a voi, o la vostra vita è ad una svolta. Per l'esattezza la svolta della Pera che svolta in "vicolo corto, stretto, cieco e senza ritorno" (anche il monopoli non sarebbe stato lo stesso). Ma per fortuna Dominion porta con sé un grande difetto: essendo il mazzo iniziale di 10 carte, acquistandone nessuna, una o due a turno e pescandone (almeno) cinque alla volta, vi ritroverete a mischiare le carte così spesso da sembrare una comitiva di malati di parkinson in libera uscita. Senza contare che la durata delle carte si riduce con la drasticità con cui rinunciate, partita dopo partita, alla vostra dignità di uomini liberi.
Ovviamente questo non limiterà minimamente la quantità di partite che giocherete! Solo presto dovrete imbustare le 500 carte o ricomprare il gioco... ma non temete, farete l'una o l'altra cosa, forse anche tutte e due. Quindi presto, se ne avrò ancora facoltà, pubblicherò un articolo dedicato alle strategie principali utilizzate nei set standard e nuovi set generati dall'autismo mal celato degli amici e soci del Ludico Imperio. Dominion rulla! (ed io sarebbe meglio che iniziassi... ricordo ancora le parole di mia madre "ma non potevi drogarti come tutti gli altri?"...) A proposito, la pubblicità progresso prevede che vi dica di evitare d'incastrarvi con questo gioco, ma fate come vi pare, ora non ho tempo di pensare ad uno slogan, sto valutando l'idea di un set che... *leggende narrano che il gruppo di autori Acchittocca abbia scelto questo nome per la frequenza con cui questa frase si senta sui tavoli da gioco, probabilmente se avessero giocato prima a Dominion non avrebbero nemmeno realizzato i giochi di cui sono autori... |